Stranamente, queste quattro ore passate a scuola si sono rivelate molto più interessanti del solito. Miracolo!
La giornata è iniziata nel peggiore dei modi, e, dopo aver sentito il mio nome pronunciato dal Talpino (ora infatti il prof di storia e geografia sarà denominato così.) mi sono diretta con libro di storia, sedia e libretto dei voti alla cattedra con altre tre infelici. Passata un'ora intera in mezzo alle risate fino alle lacrime con la Bionda, per il nome assai fuori dal comune dell'imperatore dei carolingi, Pipino il vecchio, sono tornata al mio posto portando con me anche un bel sette. Un po' regalato, lo ammetto.
Seconda ora: cari amici Renzo e Lucia. Diciamo principalmente Lucia, perchè ora Renzo è impegnato altrove. Dopo aver sofferto particolarmente la solitudine a causa della mancanza del mio fedele braccio destro -che poi sarebbe sinistro, perchè io sono alla sua destra, ma fa niente.- Dicevo, dopo aver sofferto di solitudine per l'assenza della mia fedele compagna di chiacchiere durante l'ora dei Promessi Sposi, mi sono resa conto che da sola sto molto più attenta e quella coppia è tornata a starmi simpatica come all'inizio dell'anno. Si vabbò.
Ora successiva: scontro con le mie due acerrime nemiche, nonchè la professoressa di matematica e la sua tanto amata materia. In cui però non sono una cima. Anzi, sono più che altro una rapa. Sta di fatto, che ho capito tutto quello che ha deciso di spiegarci e mi sono guadagnata un sorriso dalla prof. Uno a zero per me.
Intervallo con Occhiblu, che domani parte e va in gita cinque giorni in Isola d'Elba. Ingiustizia.
La giornata scolastica si conclude con un'ora di italiano davvero fantastica. La Blogger, che in questo caso e da questo momento sarà la prof di italiano, ha iniziato la lezione con un "Prima di parlare di Montale, oggi vi racconto una storia!" Ecco, quando fa così, siccome non è la prima volta, diventa forse la mia prof preferita. Sta di fatto che ci ha portato due fotocopie: una era una lettera meravigliosa di un nonno partigiano al nipote, l'altra erano dei temi di un ragazzo di quindici anni, che poi si è scoperto essere il bisnonno del marito di sua sorella (che intrighi!), in cui aveva preso dieci, ma che ora varrebbe un tre. Erano risalenti al 1917, ed erano talmente ricchi di vocaboli e termini così sfarzosi, di patriottismo e affetto nei confronti dei parenti e della patria, che sembravano scritti da un saggista di circa cinquant'anni. Allucinante. Abbiamo dunque attraversato in venti minuti, quasi cento anni interi di storia italiana. Mitico!
Penso che vi abbandono.
Un bacione, Sel.
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